Ilva
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L’Ilva passa ad Am Investco Italy (Arcelor Mittal, Marcegaglia e Intesa Sp).

A quanto sembra, sarebbero giunti a questa conclusione i commissari straordinari Enrico Laghi, Piero Gnudi e Corrado Carrubba.

Per l’acquisizione di Ilva la cordata Am Investco Italy ha offerto 1,8 miliardi di euro.

La graduatoria è stata identificata analizzando il prezzo offerto, il piano industriale, quindi le garanzie occupazionali, e il piano di investimenti ambientali. A definire la graduatoria è stato in particolar modo il prezzo, dal momento che per gli altri parametri le due offerte sono risultate di fatto in linea.

 FONTI MISE: AGGIUDICAZIONE NON ANCORA AVVENUTA – Fonti del ministero dello Sviluppo economico precisano che non è ancora “intervenuta l’aggiudicazione di Ilva” e spiegano che “i commissari hanno presentato al Comitato di sorveglianza i risultati della gara e la loro proposta di aggiudicazione”. “Il ministro dello Sviluppo economico procederà nei prossimi giorni alla valutazione della proposta e assumerà le proprie determinazioni dopo l’incontro con i sindacati già convocato per martedì 30 alle ore 12.15” precisano le stesse fonti.

UE: GESTIONE E RESPONSABILITÀ CESSIONE SPETTANO A ITALIA – “Il processo di vendita dell’Ilva è gestito dalle autorità italiane, che ne hanno la responsabilità”. Così un portavoce della Direzione Concorrenza della Commissione Europea commenta con l’Adnkronos le eventuali ‘ricadute’ su Bruxelles.

COSA PREVEDE L’OFFERTA DI AM INVESTCO ITALY – Con la scelta dei commissari straordinari Enrico Laghi, Piero Gnudi e Corrado Carrubba in favore della cordata Am Investco Italy si avvicina alla conclusione la lunga vicenda per l’acquisizione dell’Ilva. E la svolta odierna arriva appena due giorni dopo la firma da parte di Adriano Riva della transazione per il rientro in Italia da un conto bancario in Svizzera di un miliardo e 300 milioni di euro, somma sequestrata nell’inchiesta milanese e che i Riva avevano poi messo a disposizione per la bonifica dello stabilimento di Taranto.

E sempre il 24 maggio c’era stata l’ultima svolta, forse decisiva nella decisione finale, ovvero la risposta delle due cordate in corsa alla lettera sugli ‘impegni richiesti’ dai commissari. I tre impegni erano: mantenere l’offerta invariata in termini economici e quindi garantire gli investimenti già indicati; non modificare il piano, e quindi il perimetro dell’azienda, anche in presenza di eventuali prescrizioni dell’Antitrust Ue; prorogare al 31 marzo 2018 la validità delle offerte. Se da Am Investco Italy sono arrivati tre sì, AcciaItalia avrebbe dato l’assenso sui primi due punti ma non avrebbe accettato di prorogare la validità dell’offerta, confermata quindi con scadenza al 30 giugno 2017.

Le buste con le due offerte vincolanti erano state aperte a inizio marzo dai commissari straordinari che le avevano quindi trasmesse all’advisor finanziario. L’offerta della cordata che vede insieme ArcelorMittal e Marcegaglia, con il supporto di Intesa SanPaolo, prevedrebbe investimenti di oltre 2,3 miliardi di euro, oltre al prezzo d’acquisto (circa 1,8 miliardi, a quanto si è appreso), con l’obiettivo di produrre 9,5 milioni di tonnellate di prodotti finiti.

L’accrescimento della produzione dai livelli attuali a 6 milioni di tonnellate all’anno entro il 2018 arriverebbe grazie ai tre altiforni attualmente in servizio, nel rispetto dello standard Aia; prevista la massimizzazione della capacità di finitura, apportando all’Ilva fino a 4 milioni di tonnellate di lastre e coils laminati a caldo (HRC); c’è l’intenzione di incrementare la produzione primaria di 8 milioni di tonnellate sul più lungo termine, con l’aggiunta di 2 milioni di lastre e coils laminati a caldo (HRC). Si punta poi all’impiego di nuove tecnologie a bassa emissione di anidride carbonica, tra cui la cattura e l’utilizzo del carbonio e la produzione di acciaio a impatto ridotto.

La previsione – come detto – è di investimenti per oltre 2,3 miliardi di euro oltre al prezzo di acquisto: spese in conto capitale nel comparto ambientale superiori a 1,1 mld di euro, incluse le spese per bonifiche, al fine di conseguire performance ambientali ottimali in aree chiave, tra cui emissioni di aria e trattamento delle acque; spese in conto capitale in ambito industriale superiori a 1,2 mld di euro, tra cui spese in conto capitale per recuperare la ritardata manutenzione e consistente programma relativo alle spese in conto capitale per altiforni e impianti per la produzione di acciaio, come il rifacimento del rivestimento interno dell’altoforno n.5; supporto di consistenti linee di credito disponibili pari a oltre 5 miliardi di euro.

L’offerta di Am Investco Italy punta, poi, all’espansione della gamma di prodotti con un investimento finalizzato in prodotti a qualità elevata: sviluppo della gamma di prodotti dell’Ilva, con prodotti di qualità elevata per i segmenti automobilistico, edilizio ed energetico; sfruttamento dell’estesa rete europea di ArcelorMittal per le vendite e il marketing; utilizzo del team tecnico di ArcelorMittal nel comparto automobilistico per sviluppare omologazioni per gli impegnativi segmenti dei produttori di apparecchiature originali; solide relazioni con clienti chiave garantite dalla presenza di Marcegaglia in qualità di azionista; riacquisizione del ruolo di fornitore leader di acciaio per il mercato italiano e non solo.

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