trump incontra abu mazen
trump incontra abu mazen

Le grida il dolore e l’angoscia di Manchester sono lì, presenti anche a Gerusalemme, anche a Betlemme, in quella terra che da anni cerca disperatamente la pace. E irrompono soprattutto nell’incontro di Donald Trump con il Presidente dell’autorità palestinese Abu Mazen. Devono parlare del sogno di una pace tra isrlaeliani e palestinesi ma non si può non cominciare da Manchester, dalla condanna di quell’orribile attacco che ha mietuto 22 vittime giovanissime. “Giovani innocenti”, dice Trump, “uccisi da malvagi perdenti”.

Li chiama così Trump, “perdenti”, e fa appello a tutto il mondo al fine di coalizzarsi contro il terrorismo per difendere il diritto di vivere in pace. “Spero che sarai ricordato come il Presidente che ha ottenuto la pace tra di noi”  asserisce l’autorità palestinese;  E non poterva esserci augurio più importante, ma anche impegno più complicato mentre Trump conclude il suo viaggio in Medio Oriente. E’ cominciato con gli affari miliardari sulle armi in Arabia Saudita il viaggio di Trump, ed ora punta verso l’Europa, di nuovo ferita dal terrorismo.

Un terrorismo che sembra non fare distinzioni e che colpisce proprio nel paese che ha deciso di separarsi dall’Unione Europea.

La pace è una scelta che dobbiamo fare ogni giorno, e gli Stati Uniti sono lì per contribuire a rendere questo sogno possibile”, ha detto Trump alla presenza del presidente palestinese Abu Mazen, senza fare esplicito riferimento alla soluzione dei due Stati in Medio oriente come strada praticabile. “La pace”, ha poi aggiunto l’inquilino della Casa Bianca, “non può mai radicarsi in un ambiente in cui la violenza è tollerata, finanziata e ricompensata”.
Abu Mazen ha ribadito l’intenzione della Palestina di rimanere fedeli alla “soluzione dei due Stati” in Medio oriente ed ha confermato “il desiderio di dialogare con Israele”. “Siamo in favore della costruzione di ponti, non di muri”, ha aggiunto Abu Mazen.
Prossima tappa per Trump l’Italia e il Vaticano, dove incontrerà chi della pace e del dialogo ha fatto la ragione stessa del suo Pontificato, Papa Francesco.

Un’altra prova delicata di maturità del Presidente degli Stati Uniti.

 

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