Foto di Giacomo Pepe

Agire nei confronti di uno “spazio archeologico” significa interagire con la separazione di manufatti del passato dal sistema di condizioni che ne ha generato l’esistenza e che nella realtà vive al di fuori di un ambito temporale limitato. Lo spazio e il tempo che determinano un’opera architettonica, come nel caso della basilica paleocristiana di Siponto, se non si esauriscono con il deteriorarsi o con l’interrarsi di muri o pavimentazioni, sono però difficilmente leggibili da un pubblico di non addetti ai lavori.

Visualizzare il genius loci è il difficile compito dell’architetto restauratore. Elemento utile per la ricostruzione mentale diviene la suggestione che induce il fruitore a transitare i contesti antichi valicando il limite temporale che lo divide dal passato.

In quest’ottica si inserisce l’intervento di valorizzazione del Parco archeologico di Siponto (Manfredonia) posto in essere, grazie a fondi POIN, dal Segretariato regionale del MiBACT e dalla Soprintendenza Archeologia della Puglia. Geniale l’intuizione del Direttore dei Lavori, l’arch. Francesco Longobardi del Segretariato Regionale, supportata dal Soprintendente Archeologo Luigi La Rocca, Responsabile Unico del Procedimento, di suggerire la spazialità perduta della basilica paleocristiana attraverso una installazione di arte contemporanea.

“Il progetto per Siponto” sottolinea Francesco Longobardi, “ha voluto, nell’intento di ricollegare le distanze temporali, attraverso un’istallazione di arte contemporanea, riproporre la restituzione architettonica che riconsegni la stratigrafia immateriale delle visioni che sulla basilica paleocristiana si sono posate nei secoli, suggerendone forma, contorno, spazialità”.

A realizzare l’opera è stato chiamato il giovane scultore e scenografo Edoardo Tresoldi, che ha ricreato una percezione evanescente di quella che doveva essere l’antica struttura intrecciando fili di maglia metallica, trasformando un materiale industriale in vibrante materia empatica. Il risultato è uno straordinario progetto di comunicazione visiva che consente di comprendere lo spazio sia dal punto di vista dell’orientamento puro che a coglierne i contenuti, a esserne partecipi e ad entrare in relazione con l’identità del luogo.

L’innovativo intervento, che fa dialogare passato e contemporaneità, sarà inaugurato l’11 e 12 marzo con una serie di iniziative, fra le quali un talk il giorno 11 al quale interverranno, fra gli altri Giovanni Carbonara dell’Università “La Sapienza” di Roma e Margherita Guccione direttore del MAXXI di Roma. Da non perdere l’illuminazione in notturna dell’installazione prevista per le ore 20. Il giorno 12, prima del taglio del nastro da parte delle autorità, un laboratorio con gli studenti della facoltà di Architettura e dell’Accademia di Belle Arti.

Le foto sono di Giacomo Pepe.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here