Rosatellum
Senato

ROMA – La nuova proposta ufficiale del Pd, il cosiddetto “Rosatellum” (dal nome del capogruppo dem alla Camera Ettore Rosato), introduce un sistema misto, per metà maggioritario e per metà proporzionale. Ma se a Montecitorio i numeri per la sua approvazione sono pressoché sicuri (ieri Matteo Renzi ha assicurato l’ok entro giugno) al Senato è caccia ai numeri con una sorta si pesca miracolosa tra centrodestra e gruppo Misto disposti a votare la riforma renziana.

Nella rosa dei papabili, Andrea Augello (Gal), Cinzia Bonfrisco (Misto), Maurizio Sacconi (Ap), Aldo Di Biagio (Ap), Carlo Giovanardi (Gal), Andonio De Poli (Misto-Udc), Luigi Compagna (Gal), Serenella Fucksia (Misto).

Venuta meno, invece, l’adesione di Gaetano Quagliariello (Gal). Ad ogni buon conto si dovrà fare incetta di 20 nomi.

La proposta del PD prevede, come dicevamo, un sistema misto, per metà maggioritario e per metà proporzionale. il maggioritario di collegio e lo sbarramento alto sul proporzionale che dovrebbe favorire la creazione di una maggioranza e assicurare la governabilità. La scheda elettorale sarà unica: a sinistra l’elettore dovrà barrare il nome del candidato del collegio uninominale, sulla parte destra invece apporre una croce sul simbolo del partito.

Il nuovo sistema è avallato dalla Lega Nord, perché la presenza di piccoli collegi uninominali favorisce i candidati più radicati a livello locale. Non garba a Forza Italia che potrebbe non raggiungere iol 5% dei voti, e ai 5 Stelle che hanno nella parte maggioritaria pochi candidati fortemente radicati sul territorio.

Una invenzione pasticciata dell’ultima ora, “ad usum delphini”. Pierluigi Bersani, su Facebook, boccia la proposta del Mattarellum bis, indicata da molti come Rosatellum, e invita Romano Prodi e Giuliano Pisapia a non eccedere con l’ottimismo pur moderato espresso rispetto alla proposta.

 Da Facebook Pierluigi Bersani esprime il suo profondo dissenso: “Sulla legge elettorale, ecco la mia personalissima opinione. Adesso che c’è il testo, nero su bianco, della proposta Pd, temo che Prodi e Pisapia dovranno riconsiderare le loro pur cautissime aperture. Questa proposta non c’entra un bel nulla con il Mattarellum” scrive l’ex Pd oggi in Mdp. “Qui c’è una scheda sola, non due. Qui si allude non certo alla coalizione, ma piuttosto a confuse accozzaglie a fini elettorali fra forze che il giorno dopo riprendono la loro strada (guardare la scheda per credere). Qui peraltro non si garantisce la governabilità, si lede la rappresentanza e si abbonda nei nominati. Insomma – conclude Bersani – siamo di nuovo all’eccezionalismo italico, siamo all’ennesima e pasticciata invenzione dell’ultima ora”.

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here